ANDREA CAMILLERI E “CONVERSAZIONE SU TIRESIA” 6 novembre 2018 – Posted in: News&Eventi

Il 5, 6 e 7 Novembre potremo vedere al cinema “Conversazione su Tiresia”, di e con Andrea Camilleri.

In un’evidente processo di immedesimazione, per l’ormai irreparabile cecità, lo scrittore siciliano rende omaggio alla figura del mitico indovino cieco, esplorando la galleria di sue reincarnazioni letterarie presenti nella letteratura occidentale degli ultimi, almeno, 2500 anni.

Dall’origine omerica nell’ “Odissea” al V° Inno di Callimaco, oltre ovviamente all’apparizione più celebre nell’ “Edipo Re” di Sofocle, per ciò che riguarda i classici greci; arrivando, con una certa ironia, alle satire di Orazio e Giovenale, passando per Stazio, per la rivisitazione della tragedia sofoclea di Seneca e per Luciano di Samosata, Camilleri sembra in realtà apprezzare di più le versioni moderne del mito di Tiresia (anche se condisce il suo discorso con una saggia tirata antifreudiana).

Obbligatoria la citazione dantesca, molto sottili i richiami a Poliziano e a Milton, ma abbiamo particolarmente apprezzato la citazione de “Le mammelle di Tiresia” di Guillame Apollinaire (prima opera chiamata “surrealista” nella storia della letteratura) e il sacrosanto soffermarsi sulla rilevanza da protagonista che la figura ha nei “Cantos” di Ezra Pound e in “The Waste Land” di T. S. Eliot.

Nella sua dotta panoramica, a Camilleri non poteva certo sfuggire la menzione del fondatore del Living Theatre, Julian Beck (che interpretò Tiresia nell’ “Edipo Re” di Pasolini), come anche non poteva mancare un riferimento al grande sapiente cieco della letteratura del Novecento, ovvero Jorge Luis Borges.

Anche Virginia Woolf e Friedrich Dürrenmatt ottengono la giusta considerazione da parte dell’autore di Montalbano, per le loro moderne e illuminanti rivisitazioni della figura di Tiresia. Camilleri insiste molto sul legame tra cecità e veggenza.

Di tutte le citazioni memorabili che egli evoca, la più adatta non è presente, perché riferita in realtà non a Tiresia ma a Edipo. Ci riferiamo a un frammento dell’ultimo Holderlin che afferma: “Il Re Edipo ha forse un’occhio in più”.

Al di là della grande suggestione della eroica prestazione di Camilleri, dello scorso giugno, nel Teatro Greco di Siracusa (luogo legato a doppio filo alla radice stessa della tragedia greca, poiché Eschilo vi mise in scena “Le Etnee” nel 470 a.c.), in cui l’autore novantatreenne si è esibito, a memoria, davanti a 4mila persone, lo sforzo dello scrittore è apprezzabile perché offre uno sguardo alessandrino senza scadere negli sterili compiacimenti tipici di certo postmoderno.

Lo spettacolo inizia, giustamente, con “The Cinema Show” dei Genesis (brano anch’esso ispirato a Tiresia) e affronta quasi tutti i, circa, 60 autori che si sono occupati della figura mitica, da un lato con un respiro diacronico, dall’altro con perfetta consapevolezza storica di ciascun autore, che si parli di Milton o di Stravinsky, di Cesare Pavese o di Omero.

Speriamo che non sia il testamento dell’autore siciliano, ma, qualora lo fosse, sarebbe una degna testimonianza del suo grande amore per la letteratura.

Adriano Ercolani