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TRANSIBERIANA

Si sono da poco conclusi i mondiali di calcio in Russia, evento che abbiamo seguito senza patema d’animo perché, ahimè, la nazionale italiana non è riuscita a qualificarsi. La maggior parte di noi avrebbe seguito le partite dell’Italia da casa, comodamente seduti sul divano; altri sarebbero andati in Russia e avrebbero potuto visitare alcune città da turisti. Scommetto però che nessuno avrebbe affrontato un viaggio simile a quello descritto da Vittorio Russo nel suo nuovo libro.

 

Vittorio, insieme al suo amico Vincenzo, ha viaggiato lungo tutta la Transiberiana, la ferrovia più lunga del mondo. 12.000 kilometri che collegano la capitale Mosca  alla città di Vladivostok sul Pacifico. Lungo il tragitto ha incrociato i destini di molte altre persone, con le quali è stato difficile parlare, a causa della diversità tra le varie lingue siberiane. Durante  il viaggio ha visitato varie località oltre gli Urali: Ekaterinburg, Tjumen, Omsk, Irkutsk, Ulan Udè e fatto una deviazione anche in Mongolia, alla scoperta della capitale Ulaan Baatar e delle origini di Gengis Khan. Il viaggio in treno non risulta certo confortevole: il caldo torrido dei vagoni durante le ore diurne si scontra con il gelo della notte siberiana. Ma è un viaggio che Vittorio e Vincenzo intraprendono senza rimpianti, perché deriva da una scelta precisa e consapevole.

Il sentimento del tempo non esiste. I giorni sono calcolati in base alle stazioni in cui il treno si ferma. Il viaggio per Russo è motivo di ricongiunzione con la parte spirituale latente in lui e in ognuno di noi. A contatto con popoli di nazioni diverse, l’autore ne riconosce la bellezza in ogni sfaccettatura, una bellezza che risiede proprio nella diversità. L’opera non intende essere una critica al mondo occidentale, quanto una volontà di rendere visibili culture lontane dal nostro mondo, ancora legate alle tradizioni e alla sacralità della natura. Russo compie una vera e propria opera antropologica. Il vero obiettivo del suo viaggio è la conquista di una nuova conoscenza, di un nuovo sapere, rendersi conto che ciò che consideriamo diverso lo è solo in base alla cultura in cui siamo immersi. Il ruolo del viaggiatore coincide inevitabilmente col ruolo dello scrittore.

VOTO 10 FERMATE: Ho una domanda: leggere un’opera di letteratura di viaggio in metro creerebbe un vortice spazio-temporale pari alla possibilità che uno scrittore di cognome Russo parli della Russia? Se trovate la mia domanda difficile, non preoccupatevi. Transiberiana è un libro che si legge in un batter d’occhio. È fornito di ottime descrizioni con riferimenti storici di tutte le città visitate. È un romanzo che vi farà venir sicuramente voglia di visitare almeno uno dei luoghi toccati dalla ferrovia più lunga del mondo.

CITAZIONE: “Non è un uomo Gengis Khan e nemmeno un mito. È una deforma­zione delle nostre fantasie e della concretezza storica. Così d’al­tronde sono tutte le figure dei grandi del passato che, proprio per­ché grandi, sono pure inevitabilmente per metà fatti di storia e per metà di leggenda: grandi condottieri, grandi pensatori, grandi conquistatori, grandi legislatori ecc.”

Libero Iaquinto

 

Anno

2017

Casa Editrice

Sandro Teti editore

Pagine

208

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