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TERREMOTO , ,

Siamo negli anni ’90, Eugenia è un’adolescente , quindi complicata, irrequieta ed emotivamente schizofrenica per definizione. A questa condizione, oserei dire “naturale”, si aggiunge un trauma non da poco: i genitori, che lavorano nel cinema, decidono di trasferire tutta la famiglia a Los Angeles, convinti di poter sfondare ad Hollywood. Ma l’America non è sempre una meta da sogno, esiste una Los Angeles che ha poco o nulla a che fare con “Beverly Hills 90210”, le ville degli attori e l’ostentata ricchezza condita da bibite zuccherate ipercaloriche.

 

La famiglia di Eugenia capita proprio nella zona della città che si potrebbe definire un enorme backstage, la squallida realtà fatta di droga, povertà, alcolismo e famiglie problematiche che si nasconde dietro le facciate hollywoodiane. Ed è una famiglia già di per sé geneticamente caotica, con la classica impostazione sessantottina dei genitori che tanta confusione e rabbia è stata in grado di suscitare in molti figli.

“Terremoto” è un romanzo di formazione,  il viaggio di una ragazza che non trova un posto, non sa se e quale ruolo assumere, se sia meglio continuare ad indossare il “costume di gomma” che la protegge dalle emozioni o gettarsi a capofitto in una vita che potrebbe colpirla con troppa violenza.

Chiara Barzini ha scritto questo romanzo prima in inglese, lingua madre “acquisita”, e forse questo le ha permesso di conservare  ritmo, precisione e acume tagliente anche in italiano. Vi perderete nella vita di Eugenia, nei suoi pensieri, sorprendentemente coraggiosi e mai filtrati, nelle descrizioni dell’America e delle Eolie, i due luoghi fondamentali del libro, che accolgono e amplificano le esperienza della protagonista. Lo sguardo crudo di Eugenia riesce a rendere perfettamente la varietà e la complessità di quella parte degli Stati Uniti, dove stelle e, è proprio il caso di dirlo, stalle convivono a poca distanza.

Riderete, vi arrabbierete e forse vi emozionerete un po’: un vortice di reazioni contrastanti così come la vita quotidiana, ed in questo caso un buon romanzo, sono soliti regalare.

VOTO 30 FERMATE: Non riuscirete a staccare gli occhi dalle pagine, quindi magari scegliete questo libro per un viaggio in treno e per quelle simpatiche trasferte cittadine che tra traffico, lavori in corso, scioperi e amenità varie, richiedono parecchio tempo.

CITAZIONE: “Mia madre tirò fuori dalla borsa due panini mollicci con il Philadelphia e un bottiglione d’acqua calda da un gallone, che aveva comprato giorni prima in una stazione di servizio e lasciato in macchina. L’acqua sapeva di plastica. «Ragazzi, si mangia.» Con un cenno ci invitò ad avvicinarci e continuò a sorridere nonostante fossimo visibilmente arrabbiati. Questo ci fece arrabbiare ancora di più.

«No grazie.»

Preferiamo star qui a odiarti.”

Flavia Capone

Casa Editrice

Mondadori

Anno

2017

Pagine

336

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