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LA VERGOGNA , ,

Dopo aver letto il libro di Ernaux la prima frase che mi è venuta in mente è stata quella di Sant’Agostino, il quale diceva che è una cosa vergognosa non avere nulla di cui vergognarsi. La vergogna è un sentimento che limita, certo, perché riguarda l’approvazione delle altre persone, riguarda la paura di provare la solitudine ed essere costretti a sopportarla da soli. Mentre ci si vergogna si pensa infatti che non ci sia scampo, che si sia destinati a sentirsi in quel modo. Non si tratta di timidezza; ad esempio io posso considerarmi timido perché non inizio mai un discorso. La vergogna è qualcosa di superiore. La Ernaux, nel libro del 1997 ripubblicato da L’orma editore e tradotto in italiano da Lorenzo Flabbi, ha cercato di spiegarcela.

 

La scrittrice ricorda lungo tutta la narrazione un episodio capitatole il pomeriggio del 15 giugno 1952, quando aveva solo dodici anni. Dopo una violenta lite domestica, vede suo padre che cerca di uccidere sua madre, non riuscendoci o fermandosi appena in tempo; lo stesso episodio è ricordato in maniera imprecisa, ma con un certo peso, perché ha segnato in negativo la vita della protagonista. Da quell’episodio in poi la vergogna si impossessa della piccola Annie. La vergogna personale si trasforma in vergogna di appartenere alla sua famiglia, poi in vergogna di appartenere a una determinata classe sociale e, in seguito, di appartenere a un determinato ambiente provinciale. Si vergogna in pratica del mondo nel quale è cresciuta.

La scrittura diventa in questo senso un tentativo di affrontare la vergogna, perché tende a denudare l’autore e rivelarne i sentimenti più intimi. Il romanzo della Ernaux viaggia sulle ali della confessione, per cercare di sconfiggere un sentimento che ha segnato la sua adolescenza; la vergogna però, ha anche unito la bambina che era allora con la donna che è adesso. L’episodio che ha innescato la vergogna è lo stesso che ha spinto l’autrice a scrivere il libro in senso catartico. È un modo per dimostrare che ormai non ha più nulla in comune con quella ragazzina di dodici anni ed è una donna adulta a tutti gli effetti.

VOTO 10 FERMATE: Nulla di eccezionalmente difficile,  la scrittura è molto regolare. Molta attenzione viene data alla descrizione degli ambienti: la sua casa, il suo paese, la scuola che frequentava. Tutto viene analizzato precisamente anche per capire se i luoghi hanno influenzato la vergogna crescente, anno dopo anno. Potrete leggerlo tranquillamente in metro e, se siete timidi, potrete nascondere dietro le pagine il vostro viso agli occhi della gente, anche se per poche fermate.

CITAZIONE: “Nella vergogna c’è questo: la sensazione che possa accaderci qualsiasi cosa, che non ci sia scampo, che alla vergogna possa seguire soltanto una vergogna ancora maggiore.”

Libero Iaquinto

 

 

 

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