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TUTTA LA LUCE DEL CAMPO APERTO , ,

Mi sembra doveroso iniziare questa metrorecensione con un fortissimo GRAZIE alla casa editrice Edicola Ediciones per il lavoro accurato di ricerca e per aver creato un meraviglioso ponte letterario tra Italia e Cile; date un’occhiata al loro catalogo ed iniziate l’avventura con non poca curiosità.

 

Questo è un romanzo tutt’altro che semplice, con una lingua articolata e misteriosa (brava la traduttrice Giorgia Esposito!) e una trama che è perfetta per avvolgersi su se stessa come una spirale e risucchiare il lettore. Il protagonista è David Arqueros, correttore di bozze che decide di mollare tutto per concentrarsi su quella che considera l’opera letteraria della sua vita: un romanzo che racconti la storia travagliata di Alfredo Valenzuela Puelma, pittore realmente esistito, morto folle e autore del primo nudo della storia dell’arte cilena. David è convinto di poter scoprire la verità sulla pazzia dell’artista, di poter trarre dalla sua vicenda un romanzo incredibile e originale.

Attorno al protagonista ruotano altri due personaggi: Justiniana, l’anziana padrona di casa, appassionata di ornitomanzia e presagi, e Alina, la giovane nipote, che entra in scena a metà libro scompaginando i piani di David.

La narrazione procede accostando momenti di vita reale dei protagonisti a documenti che raccontano la follia del pittore, dei quali David si serve come fonti,  a brani del libro che sta nascendo, appunti di lavoro, scenari onirici che pian piano si confondono sempre di più con la quotidianità e con il passato, rendendo man mano più difficile separare le dimensioni e i tempi. Gli scrittori sudamericani d’altronde ci hanno abituati a questa piacevole confusione, ad una sensazione di sonno e sogno perenne dalla quale è difficile uscire una volta interrotta la lettura.

Un romanzo che trascina come un gorgo, che fa percepire come assolutamente credibili e quasi “normali” dettagli e pratiche che sembrano uscite da fiabe o miti; un libro sulla scrittura e sulla commistione tra sogno e vita reale, sulla genialità e sul talento che possono impossessarsi di un’esistenza fino a travolgerla completamente.

VOTO 30 FERMATE: “Tutta la luce del campo aperto” richiede impegno e concentrazione: meglio dedicargli un viaggio lungo oppure prepararsi ad un certo sforzo per recuperare le fila del discorso.

CITAZIONE: “La pagina bianca, fredda al primo scontro, è una dimensionenon meno ineludibile dell’insonnia di cui si è preda quando un’altra persona dorme nella stessa comera. E’ lì che proliferano le possibilità. Così come nell’oscurità impenetrabile agli occhi, per un momento, tutto sembra possibile, la scrittura notturna si arroga le direttrici della libertà dell’atto creativo.

Scrivi di notte. Correggi di giorno.”

Flavia Capone

Anno

2018

Casa Editrice

Edicola Ediciones

Pagine

234

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