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LA STRADA E’ UN LIBRO APERTO , ,

Un romanzo sull’amore per i libri, per la scrittura, per la lettura: il protagonista dell’ultimo libro di Andrea D’Urso è Arturo Franchini, che ha quarant’anni, nessun lavoro definito all’attivo, la smania di diventare scrittore e una passione alquanto insolita: visitare le tombe dei suoi scrittori preferiti e lasciare come omaggio uno dei loro libri che lui ha più amato.

 

“La strada è un libro aperto” è un bel viaggio innanzitutto letterario, alla scoperta delle tante icone di scrittura del protagonista che diviene occasione di riscoperta e approfondimento: Tommaso Landolfi, Dolores Prato, Cristina Campo, Juan Rodolfo Wilcock. Un libro che apre altri libri fa sempre un gran bene, non c’è dubbio.

La scrittura elegante, ironica, tagliente al punto giusto e vagamente malinconica di Andrea D’Urso sottolinea il continuo, e fondamentalmente infruttuoso, tentativo di vivere l’esistenza come fosse un romanzo, che porta il protagonista a considerare poco interessanti gli aspetti pratici, tra i quali il sostentamento, che normalmente caratterizzano le giornate di qualunque essere umano.

VOTO 20 FERMATE: Questo libro è in grado di aprire tanti mondi, varie finestre su altre storie e su altri scrittori, quindi 20 fermate potrebbero essere riduttive se avete intenzione di documentarvi su tutti i riferimenti e le citazioni. Se invece vi basta farvi trasportare dal fascino della vita-non-vita di Arturo, qualche breve viaggio dovrebbe bastare.

CITAZIONE: “Così resistetti per tre giorni. Non avev scritto una riga che fosse una. In compenso me ne rincasavo ingrassato di tre chili e con un alimentari dentro la macchina. Durante il viaggio di ritorno ripensavo alla mia vita. Non ne andavo fiero. Il solo aspetto che non disdegnavo, che in qualche modo salvavo e difendevo, stava nella sua implausibilità.”

Flavia Capone

Anno

2017

Casa Editrice

Vydia editore

Pagine

117

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