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SE MI TORNASSI QUESTA SERA ACCANTO

Giosuè e Lulù Pindari: un padre all’antica, morbosamente attaccato ad un ideale politico, alla propria terra e al sogno di costruire una comunità utopica vicino al fiume, perché il “fiumeterra” non tradisce e non abbandona. Una figlia mai stata bambina, con una madre persa nella follia che cresce ogni giorno, che deve curare e amare senza ricevere quasi nulla in cambio

 

Padre e figlia un giorno si separano e forse solo in quel momento nasce la comunicazione: Giosuè, che capisce di aver perso l’occasione di voler bene a Lulù, sostituendo la severità all’affetto e i propri sogni a quelli di lei, cerca di riprendere il dialogo affidando i messaggi alla corrente del fiume, e attende la risposta e il ritorno della sua bambina.

Lulù, dopo una vita di rimpianti e un senso di colpa perenne che le ha impedito di seguire la propria felicità, si perde, anche lei, fino a che si imbatte di nuovo in un fiume e in un uomo che forse saranno la chiave della sua salvezza. Nora, la madre che pian piano svanisce e passa dalla malinconia al sorriso ingenuo della follia, non l’ha amata abbastanza, ma le ha lasciato dei segni  della sua presenza che solo lei può comprendere, nascosti nelle cronache dei funerali di sconosciuti ai quali ha assistito con passione incomprensibile.

Questo libro è fatto di lettere, di messaggi, e anche le parti che non sono in forma epistolare hanno quel ritmo ipnotico delle parole inviate e ricevute, aiutato dalla scrittura elegante e dal sapore antico dell’autrice. La storia di Giosuè, Lulù e Nora è dolorosa, tenera e commovente: è una storia di messe in discussione, di crollo degli ideali e delle teorie in favore di sentimenti e delle emozioni più viscerali, che hanno bisogno di cura e attenzione come i prodotti più delicati della terra.

VOTO 30 FERMATE: Una storia che scorre come le acque di un fiume, a tratti più lenta altri vorticosa come nelle piene. Avrei potuto assegnare meno fermate, ma ho preferito consigliarvi di dare al libro il tempo e lo spazio che si merita, per non intaccarne il fascino.

CITAZIONE: “ In quel momento Lulù pensò a quanto sia complicata la vita per i figli dell’uomo, che cercano il perdono definitivo per quello che fanno, ma non perdonano mai se stessi per quello che non hanno fatto. E poi c’era questa cosa che la tormentava da quando aveva memoria, questa riluttanza o forse incapacità degli uomini di dire una parola che ripara, la parola che aggiusta.”

 

Flavia Capone

Anno

2017

Casa Editrice

Giunti editore

Pagine

240

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