L’altro di Thomas Tryon , , ,

“L’altro” è uno dei classici della letteratura horror americana. Era il 1971 quando l’attore Thomas Tryon decise di intraprendere la nuova carriera da scrittore; riuscì a partorire un romanzo che divenne subito un best-seller, anche grazie all’exploit dell’horror in quel periodo. Questo genere è forse quello che più risente del tempo che passa, perché il lettore tende ad adeguarsi ai tempi e sembra che niente più lo scandalizzi. Vale questo discorso per il romanzo di Tryon?

 

L’altro di Thomas Tryon, Fazi editore

Ambientato negli anni ‘30 in una piccola cittadina del Connecticut, il romanzo narra la vicenda dei due gemelli Perry, Niles e Holland. Il primo è un bambino tenero e allegro, il secondo è più introverso e sempre silenzioso. Nella tenuta dei Perry accadono strane cose: il padre dei gemelli muore mentre lavora nel fienile; il cugino Russell muore infilzato da forconi nascosti nella paglia; la madre Alexandra cade dalle scale e rimane paralizzata; la vicina di casa muore misteriosamente. I due gemelli, inoltre, nascondono un segreto: un anello che apparteneva al padre, considerato da tutti un portasfortuna. Infatti la cattiva sorte continua a toccare quella casa e chiunque venga a conoscenza del loro segreto.

Il tema del doppio è palese: Holland diventa l’altro Niles e viceversa, l’uno e il proprio contrario. Niles è il classico bambino che tutti adorano, spesso con la testa tra le nuvole, tanto che a volte si perde nei suoi pensieri e sembra immedesimarsi anche troppo con l’ambiente circostante. La nonna Ada è l’unica ad accorgersene, l’unica che guarda con sospetto la dipendenza dal fratello Holland. Il rapporto tossico tra i due fratelli porta a non riuscire più a capire dove sia il confine tra l’uno e l’altro, nè la differenza tra sogno e realtà.

VOTO 30 FERMATE: il racconto horror è incentrato sulla sorpresa e sul dubbio. Il piano narrativo in prima persona, all’inizio di ognuna delle tre parti del romanzo, è ben diverso dal resto della narrazione: il primo serve a spiegare i fatti e si attiene alla cruda realtà, l’altro racconta una storia, una favola orrenda. Ogni vicenda sembra volgere al peggio. Tryon crea ansia nel lettore grazie al susseguirsi di disgrazie, che si risolverà solo con il colpo di scena finale.

 Citazione: Lei gli prese il mento nella mano per sondarlo con occhi antichi e divertiti e saggi, e un’espressione pensierosa, metà sorriso, metà cipiglio. “Dunque?”, disse, aspettando con aria sibillina, e lui distolse lo sguardo, sentendosi trasparente, sapendo che si era resa conto della bugia.  Tergiversando un po’ le spiegò di Doc Savage e del Regno Invernale degli Akaluk. Un’immaginazione fantastica, pensò lei, sfiorandogli la guancia con le dita. 

Libero Iaquinto

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