EX ORTODOSSA. IL RIFIUTO SCANDALOSO DELLE MIE RADICI CHASSIDICHE , ,

“Ex ortodossa” di Deborah Feldman

A conferma del fatto che le serie tv si stanno velocemente imponendo nella creazione di archetipi, simboli e icone, capita sempre più spesso che si rimanga profondamente colpiti dalla narrazione di questi prodotti, che, in alcuni fortunati casi, proviene da quella letteraria.

 

“Unorthodox”, miniserie di quattro puntate in onda su Netflix, creata da Anna Winger e Alexa Karolinski, ne è un esempio, poiché è basata sull’autobiografia di Debora Feldman Ex ortodossa. Il rifiuto scandaloso delle mie radici chassidiche, pubblicata dalla casa editrice ticinese Abendstern. La stessa Feldman è stata consulente nella stesura della sceneggiatura, garantendo credibilità e aderenza alla vicenda narrata.

La protagonista è Devoireh, nata e cresciuta della comunità chassidica di Williamsburg a New York devota all’ebraismo ultra ortodosso, una sorta di minimondo separato dal resto del paese, e della città, nel quale un complesso sistema di rituali e codici regola la vita dei suo abitanti, limitando duramente molte libertà personali, soprattutto per le donne.

Rispetto alla serie televisiva, il libro indugia con dovizia di particolari soprattutto sulla prima parte della vita di Devoireh, sulla sua infanzia e adolescenza segnate da una continua percezione di essere diversa dagli altri, animata da uno spirito di conoscenza e ribellione che poco ha a che fare con la durezza degli schemi comportamentali che le vengono imposti. Devoireh ama leggere, ama la lingua inglese, vorrebbe vedere film, prendere parte a dibattititi religiosi e politici, ma il suo essere donna ebrea Satmar la relega a ruoli subordinati, accudenti, controllabili.

“Non capisco perché non posso essere come queste ragazze, nelle quali la modestia è talmente innata da scorrergli nelle vene. Persino i loro pensieri sono tranquilli e dimessi, ne sono certa. A me invece si legge in faccia quello che penso. E anche se non li esprimo mai a voce alta, si capisce che ho dei pensieri proibiti.”

Il suo percorso di consapevolezza di quanto sia ingiusta la propria condizione, che la porterà a fuggire da quella che percepisce come una gabbia, è appassionante: da una parte la convinzione che ci debba essere qualcosa di vero e giusto in quello che le viene tramandato, dall’altra la sofferenza per l’impossibilità di esprimere se stessa. E’ davvero così sbagliato essere diverse?

“In seguito alla perdita dell’innocenza mi diventò sempre più difficile continuare a fingere. Dentro di me ribolliva un profondo conflitto tra i miei pensieri e gli insegnamenti che ricevevo. Succedeva di tanto in tanto che la tensione traboccasse, incrinando la mia facciata di tranquillità, ma a quel punto qualcuno era sempre pronto ad allontanarmi dalle fiamme della curiosità prima che mi spingessi troppo oltre.”

VOTO 30 FERMATE: Immergersi nelle abitudini della comunità di Williamsburg richiede tempo e attenzione, ma sarà un viaggio sorprendente in cui accompagnerete Devoireh (Debora Feldman) nella progressiva conquista della propria libertà.

CITAZIONE: “In questa famiglia non ci si abbraccia e non ci si bacia. Non ci facciamo dei complimenti. Ci scrutiamo invece attentamente, sempre pronti a far notare agli altri i loro errori fisici o spirituali. Chaya dice che la compassione è questa – compassione per il benessere spirituale dell’altro.”

Flavia Capone

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