Un mare viola scuro – Viaggio nei ricordi di Ayanta Barilli 11 Giugno 2019 – Posted in: News&Eventi – Tags: , , , ,

Oggi, 11 giugno 2019, arriva in Italia Un mare viola scuro (titolo originale Un mar violeta oscuro) il romanzo d’esordio di Ayanta Barilli, secondo classificato al premio spagnolo Planeta e pubblicato nel nostro paese da DeA Planeta.

Ayanta Barilli

Qualche settimana fa Ayanta, scrittrice e giornalista affermata che vive in Spagna da moltissimi anni pur essendo nata in Italia, ci ha aperto le porte della sua casa di famiglia a Roma, un piccolo scrigno prezioso nel cuore di Monteverde che sembra essere sopravvissuto indenne allo scorrere del tempo, quasi fosse stato creato appositamente per fare da cornice reale ad un romanzo.

Ayanta Barilli racconta la storia della sua famiglia attraverso quattro luoghi diversi (Parma, Padova, il manicomio di Colorno e Roma) e tre figure femminili fondamentali: la bisnonna Elvira, la nonna Angela  e la madre Caterina. Tre donne che con le loro personalità, i loro incontri, le loro gioie e le sfortune tracciano una vicenda familiare che si apre davanti al lettore come in un gioco di scatole cinesi, che scopriamo insieme all’autrice, che ha dedicato anni alla ricostruzione di questo piccolo universo.

“Nella vita ho avuto l’incredibile fortuna di nascere in una famiglia di scrittori compulsivi, per passione o per professione, il che mi ha permesso di saziare almeno in parte la mia curiosità. Molti di loro, non soltanto mia nonna, hanno lasciato una indelebile traccia d’inchiostro del loro passaggio. Ma che cosa scrivevano? Menzogne mischiate a verità, perché la finzione di norma è più interessante della realtà.”

Una famiglia da sempre ricca di talento e creatività, tanto che uno dei motori principali della ricerca di Ayanta Barilli è stato proprio il libro scritto e autopubblicato in poche curatissime copie dalla nonna Angela, che nascondeva, sotto le spoglie della finzione romanzesca, tante verità del passato ignote fino al ritrovamento.

E’ stato strano, affascinante e in alcuni momenti quasi inquietante muoversi nelle stanze che hanno accolto le vite narrate nel romanzo, osservare i volti e associare loro i personaggi: quante volte leggendo libri che riportano storie familiari avremmo voluto avere un contatto più diretto con quei mondi, quasi ci mancasse una prova tangibile della verità di quello che leggevamo. Che poi fosse tutto vero o no, sappiamo bene che poco importa.

casa Ayanta Barilli interno

La forza di Un mare viola scuro sta soprattutto nelle protagoniste, nella loro capacità di affrontare un mondo che, anche se in secoli diversi, non è stato (e non è tuttora) dalla parte delle donne; un mondo dove i mariti possono farti rinchiudere in manicomio, ripudiarti, abbandonarti senza subire il minimo contraccoplpo morale o sociale. Un mondo dove le relazioni, gli affetti e la fiducia nelle proprie capacità diventano le uniche ancore di salvezza. E dove qualche volte può capitare che una nipote o una figlia abbiano la possibilità e la forza di raccontare anche la storia delle donne che non possono più parlare.

E ora, come è consuetudine di Letture Metropolitane:

VOTO 40 FERMATE: Il romanzo di Ayanta Barilli è sì un’epopea, ma non risulta mai retorico o pesante. E’ una storia sfaccettata, commovente, crudele e gioiosa, come sono i bei viaggi; richiede tempo e attenzione, che saranno ripagati dalla bellezza del racconto e forse dalla voglia che avrete di riportare a galla i vostri stessi ricordi familiari.

Ben presto mi resi conto che niente mi risultava più interessante di ciò che non potevo percepire a prima vista. Ecco perché, poco tempo dopo, abbandonai la lente e aguzzai le orecchie. Mi dedicai ad ascoltare gli adulti intorno a me. Con attenzione. Si rivelò un metodo di indagine discreto ed efficace. Ero una bambina molto buona e silenziosa. Quasi invisibile. Perciò passavo inosservata nel mezzo della concitazione familiare e avevo l’opportunità, presto trasformata in abitudine, di intrufolarmi in pranzi, merende, cene, riunioni e conversazioni in cucina a notte fonda. Questa precoce vocazione da detective mi fece scoprire uno strano fenomeno: in casa mia non si nascondevano le bugie, ma la verità.

Flavia Capone