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LE PAROLE RITROVATE , ,

Spesso noi lettori avremmo tante domande da porre a chi scrive: come si costruiscono le storie, come nascono i personaggi, che senso ha raccontare un periodo o inventare delle situazioni, perché scegliere un contesto o una città rispetto ad un’altra. E se avessimo la possibilità di ascoltare le risposte a queste domande (e a molte altre) dalle voci di Dacia Maraini, Alberto Moravia, Umberto Eco, Alberto Arbasino, Renzo Paris e tanti altri che hanno fatto la storia della letteratura italiana?

 

Grazie ad Igor Patruno questo è possibile; attraverso questa raccolta di interviste del 1977 ai grandi scrittori ed intellettuali dell’epoca (ormai introvabili altrimenti), Patruno ci offre uno spaccato di cosa significava occuparsi di scrittura negli anni ’70, coniugarla all’impegno politico, affrontare temi di rottura e far emergere il proprio punto di vista di generazione che vuole raccontare se stessa in un’Italia complessa e allo stesso tempo in fermento.

Da domande quasi tecniche sulla scrittura ed il linguaggio è facile passare ad argomenti universali: la vita, la morte, il sesso, l’amore, l’impegno, ed è ancor più facile sentirsi coinvolti ed appassionarsi alle voci di questi meravigliosi personaggi che si rivelano più vicini e mostrano lati intimi del proprio carattere attraverso il racconto del proprio mestiere. Queste interviste rivelano gioie e fallimenti, raccontano le opinioni sulla distinzione tra letteratura di consumo e letteratura d’autore, un tema molto dibattuto (adesso come allora, mi verrebbe da dire..) e hanno soprattutto il pregio di farci riscoprire delle grandi storie, di finzione per quanto riguarda i romanzi citati, di vita per quanto riguarda i protagonisti.

Non esiste scrittura o pensiero avulso dalla realtà, né scrittori che non si rapportano, in senso positivo o negativo, con la propria epoca: può sembrare un’affermazione banale, e forse lo è, ma a me ha fatto bene ribadirla attraverso questa raccolta.

Una menzione speciale va, secondo me, alle interviste femminili (Anna Mongiardo, Dacia Maraini, Silvana Castelli, Barbara Alberti) per la loro forza e per la possibilità che mi hanno offerto di indagare nella mente e nel cuore di queste donne, prima che scrittrici.

VOTO 30 FERMATE: Un testo breve ma complesso, poiché le voci degli scrittori incontrati spesso richiedono una lettura attenta e consapevole; un libro da leggere e risfogliare ogni qualvolta si abbia voglia di pensare a come nasce una storia.

CITAZIONE: “Qui in Italia la politica non incide molto sulla vita. Certo eventi come la guerra fredda e il ’68 hanno avuto la loro importanza, ma non hanno determinato in maniera consistente la vita delle grandi masse, le quali cambiano certo ma non per le rivoluzioni politiche. In questo senso sono state più importanti rivoluzioni come quella dell’automobile, del consumismo, del nudismo, della televisione ecc. Sono rivoluzioni silenziose ed apolitiche, quelle che cambiano la faccia dell’Italia e questo è significativo se non altro del conservatorismo, diciamo così antropologico, di questo paese.”

 

Flavia Capone

Anno

2017

Casa Editrice

Ponte Sisto

Pagine

155

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