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C’E’ SOLO UN CAPITANO , , , ,

I genitori e l’ansia dell’ordine. Sappiamo tutti come funziona no? Metti a posto quello, riordina questo, che «non sia mai viene qualcuno» (tanto per citare il simpatico Brignano). Finché viviamo sotto il loro tetto è così che funziona. E quando finalmente traslochiamo dobbiamo essere sicuri di portare via tutto se vogliamo evitare che alcuni ricordi preziosi vengano buttati nel primo cassonetto da una madre che vuole riappropriarsi dell’armadio o da un padre che non aspetta altro di riavere la scrivania dello studio tutta per sé.

 

È proprio in una situazione del genere che Matteo ritrova in fondo all’armadio uno scatolone pieno di vecchi gagliardetti che testimoniano la sua pluriennale fede romanista. Da quei vecchi cimeli il nome di un giocatore spicca su tutti gli altri: Francesco Totti. Preso dalla nostalgia decide con il suo amico Lorenzo di passare la notte a girare per Roma ripercorrendo le tappe della carriera del loro idolo.

Un libro molto leggero e scorrevole, dalla scrittura colloquiale, che racconta di come le imprese del Capitano abbiano scandito la vita dei due ragazzi come quella di moltissimi altri tifosi.

VOTO 10 FERMATE: È un libro che si legge tutto d’un fiato. I dialoghi gli conferiscono un ritmo veloce ma non affannoso e le battute tra i due protagonisti, il loro modo di punzecchiarsi e il loro parlare romanaccio strappano spesso un sorriso. Un libro niente male anche per chi di calcio non è super appassionato.

CITAZIONE: Nei cassetti c’è una parte intima delle nostre esistenze. Vecchie foto, fogli scritti a mano senza una data precisa, libri “appoggiati” per un momento prima di essere letti e poi mai neppure sfogliati […]. È un luogo buio che molte volte rappresenta un noi del passato che, molto probabilmente, non ci corrisponde più. Sì, di solito per le persone “normali” è così. Poi ci sono quelli che amano il calcio e che per di più sono tifosi. […] se vi trovaste davanti un loro cassetto, troverete foto, libri, fogli di giornale, neanche fosse una brutta canzone di Tiziano Ferro che conosciamo comunque a memoria, ma anche una serie infinita di oggetti che chiunque, non loro, riterrebbero inutili. […] Questo deve aver pensato la madre del nostro Matteo, uno dei due protagonisti del libro, aprendo alcuni cassetti dell’armadio nella sua ex camera da letto/salone/sala da pranzo/Curva Sud nella loro casa popolare nel quartiere Primavalle. Immediatamente aveva preso il telefono in mano, aveva chiamato il figlio “problematico”, che da qualche mese aveva lasciato il nido per vivere da solo, dividendosi equamente ma con difficoltà tra la convivenza con la fidanzata Chiara, le partite a Fifa con gli amici e la Roma. «Vieni subito qua! Libera questo armadio che dobbiamo cambiare tutto!».

Flaminia Gambini

Anno

2017

Casa Editrice

Ultra

Pagine

137

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