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UN’INVINCIBILE ESTATE , ,

Filippo Nicosia è al suo primo romanzo, nonostante abbia alle spalle quella che si potrebbe definire tranquillamente “una grande impresa”, ovvero girare la Sicilia con una libreria itinerante per portare i libri a chi non legge e risvegliare il gusto per la parola scritta. Ne è venuto fuori un libro “Pianissimo, libri sulla strada. In viaggio a 20 km l’ora per amore della lettura”, edito Terre di Mezzo, nel 20154, che a quanto pare era solo l’inizio.

 

L’estate di cui si parla è quella di Diego, giovane messinese che perde improvvisamente il padre, alcolista e violento ma che era in qualche modo l’unica realtà familiare che conosceva; al funerale si presenta Giovanni, suo fratello, cacciato di casa proprio dal padre quando lui aveva solo tre anni, dal carattere opposto, poco responsabile e sfrontato , che si insinua nella sua nuova vita, già complessa, quasi a voler sabotare i suoi equilibri.

Diego ama leggere e soprattutto cucinare, è in cerca di se stesso, come ogni giovane che si rispetti, ed è in cerca dell’altro, di qualcuno da amare, che prima è la sua migliore amica Ester e poi Martina, il vero primo amore, travolgente come l’estate siciliana che è appena arrivata.

Questo libro è uno spaccato della vita del protagonista, una finestra aperta sulle sue giornate che ci permette di seguirlo e, grazie alla narrazione in prima persona, leggere nel suo cuore. Diego è un bel personaggio, ha voglia di fare e paura di cambiare, nuota ogni mattina nello Stretto per trovare il coraggio di attraversare i confini che lo tengono improgionato nella sua città, che ama ma che forse ogni tanto sente come un limite. Un protagonista che cresce pagina dopo pagina, impara ad affrontare le sfide e ad avere a che fare con la propria sensibilità, che lo porta a volte ad essere troppo istintivo, altre troppo trattenuto.

L’incontro con l’altro sarà la spinta che lo porterà ad evolversi: quelli con le donne, che lo respingeranno o accoglieranno, quello con Lillo, il suo mentore in cucina, persino quello conflittuale con Giovanni, che lo aiuterà a comprendere la sua famiglia e ad illuminare le zone d’ombra della sua memoria.

Il finale lascia tutto sospeso, ed è  ciò che mi è un po’ mancato nella storia; o forse l’intento dell’autore era proprio quello di lasciarci nella stessa condizione di Diego, sospesi tra passato e futuro incerto.

VOTO 20 FERMATE: Un libro perfetto per questa stagione estiva, che consente un ottimo grado di immedesimazione con ambientazione ed atmosfera.  Molto adatto anche alla lettura in viaggio, meglio ancora se verso una meta affine, come la Sicilia.

CITAZIONE: “Mi chiedevo se non fosse autolesionismo sevgliarsi tutte le mattine e avere davanti sempre qulla terra così vicina, più grande e carica di possibilità. Che poi, quando non sei davanti al mare, neppure ci pensi, neppure ti viene in mente che pure a nuoto ci puoi arrivare di là: altro che ponte sullo Stretto. Ci vorrebbero corsi di nuoto, ci vorrebbe che tutti imparassero a nuotare per più di tre cbilomentri così che in ogni momento, come aveva fatto lillo, potessero prendere e andare dall’altra parte, senza ponte e senza aspettare il traghetto.”

Flavia Capone

Anno

2017

Casa Editrice

Giunti

Pagine

217

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