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ATLANTE DEGLI ABITI SMESSI ,

Madri, nonne, zie: spesso le donne di famiglia lasciano in eredità ricordi, foto, ninnoli, oltre ad una buone dose di ansie e disagi emotivi. Eleonora decide di regalare a sua figlia qualcosa di diverso: un armadio pieno di vestiti e soprattutto una lista, un inventario nel quale cataloga minuziosamente i capi; vestiti impostori, vestiti ossessivi, vestiti dalla voce allegra e mille altri. Un elenco che accompagna la sua fuga a Parigi e ricostruisce la sua vita a beneficio di un rapporto madre-figlia che ha perso vigore.

 

Per i maniaci delle liste, che schematizzano e dividono in categorie anche i cereali della colazione, e per chi riesce a sentire l’anima degli oggetti e ad affezionarsi come ad una zia buona e un po’ rintronata.

VOTO 20 fermate: Adatto alla lettura in viaggio, con l’unico pericolo di perdersi tra le liste e sbagliare fermata.

Citazione: “Non ti scordare ragazza mia, l’efficacia delle liste, i promemoria. Non basta , Credimi, una vetrata per tenerlo a bada dal terzo piano – il mondo degli altri. La gente dimentica troppo. Come faccio a occuparmi d’altro, trovare un lavoro, una figlia, e la parte più utile di me stessa? Ogni giorno sono costretta a trarre in salvo il mondo tralasciato. I passanti sono creature molto distratte e predatorie. Raccolgono sassi, fiori, foglie, e poi lasciano tutto a terra, sulle rive del lago e nei viali del parco. Moltissimi giornali e anche libri sulle panchine, cappelli di lana, sciarpe, sacchetti con la spesa, un po’ di mentine dentro l’astuccio, cappucci di penne, fogli con appunti, indirizzi, fazzoletti di carta ancora piegati, scontrini utili in caso di cambio. (…) Registro tutto dal mio balcone, anche le cose invisibili, per questo prevedo la dimenticanza. Ma non farei in tempo ad avvertirli, gli sbadati, pur volendo.” 

Flavia Capone

Casa Editrice

Giulio Einaudi Editore

Anno

2015

Pagine

184

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