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GREEN PARK SERENADE , , , ,

Tutto inizia con una delle piaghe dei nostri anni “digitali”: la cena con gli ex compagni di liceo organizzata su Facebook. Un dramma per molti di noi, l’occasione per ritrovarsi faccia a faccia con i fantasmi del passato per il protagonista di “Green park serenade” ed il suo storico amico detto “il Bardo”; e non uso a caso la parola fantasmi, perché nei loro ricordi adolescenziali ci sono non uno ma ben due cadaveri.

 

La narrazione alterna capitoli ambientati nel 1998, anno in cui i due ragazzi torinesi in compagnia del loro amico Shopenauer (poi suicida) decidono di disertare l’orale della maturità per partire per Londra, metropoli simbolo di libertà e trasgressione post-liceale, a capitoli legati al presente, il 2013, quando i protagonisti (ai quali si aggiunge il prima odiato Cantagalli) decidono di replicare il viaggio con ben altre intenzioni.

La trama si muove tra giallo, commedia e romanzo nostalgico sulla forza del passato: i non –più-giovanissimi infatti vogliono scoprire come sia andata veramente la vicenda che ha segnato le loro vite e indagano sulla morte di Anne, ragazza conosciuta e rimorchiata insieme a due amiche nel 1998 e trovata morta la sera stessa. Shopenauer all’epoca si era dichiarato colpevole, finendo i suoi giorni in carcere, ma questo non aveva convinto fino in fondo i suoi amici, decisi a riscattare la memoria del ragazzo.

“Green park serenade” mi è sembrato soprattutto un romanzo tenero, sulla potenza dei ricordi, dell’amicizia e in generale dei sentimenti, condito da un’ironia leggera e spiccatamente legata ai capisaldi della generazione anni ’80-’90. Una riflessione sul cambiamento e sulla necessità di superare il passato facendoci pace e non lasciandolo interferire con il proprio presente. E sì, Max Pezzali è stato davvero un guru.

VOTO 20 FERMATE: Sarebbe perfetto da leggere proprio sulla metropolitana di Londra, magari ripercorrendo le tappe dei protagonisti e godendosi l’atmosfera elettrica di questa città come ventenni in viaggio dopo la maturità.

CITAZIONE: “Senza dire niente Cantagalli ha aperto iTunes e fatto partire La donna il sogno & il grande incubo. Al liceo Max Pezzali era stato il tuo guru: tutto quello che sapevi della vita non l’avevi imparato dagli autori greci e latini ma dalle canzoni degli 883. Eravate in tanti ad ascoltare gli 883, ma la maggior parte di voi lo riteneva quasi una pratica proibita, da tenere nascosta nella propria cameretta, e non l’avrebbe mai ammesso in pubblico. Solo crescendo erano caduti i muri di omertà e adesso scoprivate che era stato un fatto tutt’altro che personale ma generazionale.

“Credo che gli 883 siano stati i nostri Sex Pistols” hai detto con una certa aria ispirata.”

 

Flavia Capone

Anno

2016

Casa Editrice

Pendragon

Pagine

173

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