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COME HO INCONTRATO VOSTRA MADRE , ,

La mente corre immediatamente alla serie tv che molti amano (compresa la sottoscritta, nonostante il drammatico calo qualitativo delle ultime stagioni. Che si deve sopportare per amore di Neil Patrick Harris.) ovvero “How I met your mother”: anche nel racconto di Morozzi il protagonista (Larry, uno scrittore in crisi creativa) racconta l’incontro con la donna della sua vita. Anche se questo si rivela solo il piccolo fondamentale dettaglio che conclude uno scenario surreale, fatto di personaggi pseudo-punk o semplicemente strafatti, a partire dall’Orrido, il vicino di casa rumoroso e lurido che tutti vorremmo avere.

 

E proprio grazie a lui inizierà un viaggio in una Bologna alcolica e goduriosa, dove nulla è come sembra e soprattutto nessuno è classificabile ad un primo giudizio. Perchè si può raccontare una storia d’amore anche in mezzo a vomito e musica “così orribile da sembrare bella“.

VOTO 10 FERMATE: La collana Ottantamila della Intermezzi sembra fatta appositamente per i brevi percorsi del lettore in mobilità: anche questo racconto non è da meno. Sembra quasi di vivere una piccola fuga onirica di 25 pagine, perfetta per mettere per un po’ in sordina il caos circostante.

Cit. Se c’è una cosa che ho imparato, è che a vestirti elegante tu li spiazzi. Se sei elegante non sanno come prenderti. Vai a una manifestazione, per esempio, vai a sfidare una distesa di manganelli e scudi di plastica vestito da straccione con la kefiah, i piercing, le magliette di Che Guevara, sei morto. Passagli davanti con la camicia di seta, il completo nero, le mani in tasca, il sorriso da bravo bimbo. Sono spiazzati. Non sanno chi o cosa sei. Non ti identificano.

Flavia Capone

 

Casa Editrice

Intermezzi

Anno

2015

Pagine

25

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