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UNA PIU’ DEL DIAVOLO , , ,

Il diavolo è sparito: può sembrare una buona notizia, invece nulla di più drammatico. L’equilibrio naturale tra bene e male rischia di rompersi (anzi, si sta già rompendo), Dio è molto irritato, tanto da perdere la pazienza e distruggere qualche città, e la speranza dell’umanità sembra risiedere sorprendentemente in Giovanni Archei, cantante dei Project Wasserman ed eterno Peter Pan.

 

Vargas dipinge questo quadro apocalittico viaggiando lievemente tra Inferno, Paradiso, Napoli e Las Vegas con grande ironia, senza trascurare una certa profondità di contenuti che emerge ogni tanto nelle riflessioni dei protagonisti. Giovanni è sostenuto nel suo grave compito da due figure angeliche, spalle riuscitissime, Raziel e Bartolomio, e da vari amici che, pur non conoscendo la sua missione, ne colorano la vita con affetto.

L’autore costruisce i piani dell’aldilà con precisione e grande inventiva: un inferno colorato e dettagliatissimo, abitato da demoni abbastanza idioti, un reparto burocrazia universale che mi ha felicemente ricordato alcune epiche puntate del “Futurama” di Matt Groening e dimensioni oniriche che sfidano l’immaginazione.

Una sorta di viaggio dantesco che apre continui interrogativi sulla vita umana, sul rapporto con il divino e sulla forza dei legami d’amore e d’amicizia; il tutto narrato con un linguaggio chiaro e divertente, ricco di riferimenti e citazioni. In particolare i dialoghi e il modo di esprimersi dei protagonisti rendono perfettamente le loro caratteristiche, donando loro empatia e credibilità.

Il presunto salvatore del mondo è ben consapevole dei suoi limiti e lo dimostra continuamente, interagendo con sarcasmo ed ironia dissacrante anche con le più alte sfere divine. Ci ho visto un po’ de “Il vangelo secondo Biff” di Christopher Moore, e per me è un gran complimento.

VOTO 30 FERMATE: Amerete perdervi in questa avventura e scoprire pagina dopo pagina quali sorprese ci riserva l’aldilà: non è la Divina Commedia, ma ha una trama ben articolata che richiede sicuramente più di un viaggio. E poi, non trovate che il 38 nell’ora di punta sia molto simile ad un girone infernale?

CITAZIONE: “Archei notò oziosamente che da quando si erano spostati dalla sua stanza, la mimica dei due angeli si era sensibilmente ridotta. Nel deserto, il massimo che si erano concessi era un sorriso sereno e qualcosa di simile a un rimprovero da patriarca. Qualsiasi altro tentativo si traduceva in una strana e goffa convulsione, come quella sfoggiata da Bartolomio a seguito del tentativo fallito di esprimere il più puro e primevo terrore. Sull’ombra di quei pensieri Giovanni sperimentò: «Raziel, fammi una faccia divertita.»  Il cherubino rispose infastidito: «Ah, ah. Divertente. Qui non siamo nei nostri corpi di carne ma siamo pura essenza angelica. E noi angeli abbiamo avuto dal Dio Padre tutto quello che ci serve: secondo lui ci bastava un’espressione serena e una severa e così è stata fatta la sua volontà. Ti basta o vuoi che provi ad alzare un sopracciglio in maniera sarcastica per darti conferma?» «Sarebbe divertente.» Il cherubino sbuffò rumorosamente, forse nell’ulteriore incapacità di poter imprecare. Archei continuò: «Mi togli un’altra curiosità?» «No, non abbiamo sesso, altre domande fondamentali da porre?» Un attimo di silenzio: «No… ma è bello sapere che siamo già così in confidenza.»”

Flavia Capone

Anno

2017

Casa Editrice

Las Vegas

Pagine

288

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