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QUANDO C’ERA LVI – vol.1 , , , , ,

Ridere è un gesto quasi incontrollabile, un meraviglioso automatismo che sicuramente sottovalutiamo di importanza e valore. Ridere “di qualcosa” è ancora più importante e, in questo momento, molte persone non possono ridere di quello che vogliono, ad esempio, di un buffissimo e pacioccoso leader della Corea del Nord, più simile al Pokemon rosa e canterino che ad uno stimato statista; in Cina, una cosa del genere non si potrebbe neanche pubblicare sul proprio sito e temo che il concetto di proprietà, da quelle parti, non sia proprio vicino al nostro, anche su internet. E non abbiamo citato i recenti eventi francesi della redazione di Charlie Hebdo perchè troppo vicini per essere dimenticati.

Quindi, se nel 2016 Stefano Antonucci e Daniele Fabbri scrivono una storia divertente dove compare il personaggio che ha portato l’Italia nei primi 20 anni più cupi della nostra storia e viene pubblicata, vuol dire che siamo ancora tanto fortunati.

 

Ora la domanda fondamentale: “Quando c’era LVI” fa ridere?

Si, e anche di gusto.
Si ride come davanti ad un film di Mel Brooks, autore del super classico Frankenstein Junior. Trattandosi di un primo volume, si può intravedere anche una storia avvincente che coinvolgerà i protagonisti dandogli non poco filo da torcere. Le risate aumenteranno ancor più di volume con le rubriche in coda al fumetto: l’angolo della posta “c’è P.O.S.T.A. per LVI”, le vignette “Come Ridevamo” e le rubriche che arricchiscono l’albo sono un ulteriore motivo per correre in edicola e godere di tanta sottile raffinatezza di contenuti; il profilo Facebook, o meglio “Moschettolibro – Progetto Socializzatore su Telegrafo Abbandonato durante il Fascismo” di un certo Italo Vero, dove campeggia “DUSE ESPONILE” come immagine di copertina, sarebbe addirittura da incorniciare.

Fa ridere, la Storia promette bene e le risate non finiscono con le tavole: con 3€ puoi portarlo a casa e vedere che faccia fa l’edicolante se acquisti “Quando c’era LVI” insieme alle figurine di Masha e Orso, o quel che vuoi.

VOTO 10 FERMATE: Metropolitanità massima. 10 fermate sono anche troppe ma sarà divertente sbirciare le reazioni dei passeggeri accanto a te, davanti ad un titolo così vigoroso, gagliardo soprattutto italico.

Nota dolente: il Vol. 2 uscirà a Luglio.

Giovanni Villani

Casa Editrice

Shockdom

Pagine

32

Anno

2016

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