IL FILM DI VENDETTA 6 giugno 2016 – Posted in: Blog, Il Sesto tempo

L’altra sera sono andato a trovare due amici, Daria e Andrea, e Andrea mi fa che, visto che Daria quel pomeriggio non lavorava, avevano deciso di guardare un film, e Daria aveva voluto guardare questo film noto, forse addirittura famoso, che si intitola Strisciare. Il film, dice sempre Andrea, trattava di un uomo comune, o meglio che si pretendeva comune ma in realtà era eccezionalmente bello, nessuno degli altri personaggi sembrava accorgersene, nessuno gli diceva perché non provi a fare l’attore? oppure, ma che cazzo di mandibola hai? o ancora, ma quanto tempo passi in palestra, non ce l’hai un lavoro? Comunque, dice Andrea, il film trattava appunto di un uomo comune afflitto da una grave fobia per i serpenti, magari perché da piccolo era stato inculato da un serpente o da una banda di serpenti, questo non si sapeva, potevamo solo sperarlo, un uomo comune infine, conclude Andrea, il quale contando solo sulle sue mani doveva vendicare il grave torto che gli aveva fatto un altro stronzo.  La vendetta, per motivi che non vale la pena spiegare, doveva svolgersi nell’isola di Quehimada in Brasile, un posto popolato da serpenti velenosi e in generale avverso a ogni occupazione umana.

Quest’opera hollywoodiana che il pubblico e la stampa avevano acclamato come capolavoro già prima della sua proiezione, considerando geni tanto il regista quanto l’attore principale, e se non geni quasi geni anche gli attori con ruoli minori, lo sceneggiatore, quello della fotografia e insomma tutti gli altri rincoglioniti che servono a fare un film, quest’opera, appunto, iniziava con l’omicidio inspiegabile della figlia del protagonista, e con l’aggressione nei confronti del protagonista stesso, che sopravviveva per miracolo cinematografico. Seguiva una fase di fisioterapia eroica e preparazione morale sulla falsariga del codice di Hammurabi, e poi il protagonista uccideva in ordine gerarchico inverso tutti i colpevoli, fino a scagliare il mandante nella fossa dei serpenti, mandante che quindi moriva ma, dice sempre Andrea, non esplodeva, anche se ci si sarebbe in qualche modo aspettato che esplodesse. Se fosse esploso, non coinvolto in un’esplosione ma proprio esploso lui, annichilendo la terra e i pianeti, tutto sarebbe stato diverso e molto migliore. Tutto, insiste Andrea, sarebbe stato vendicato davvero, anche lo spettatore, ma il personaggio, come aveva appunto detto, non esplodeva. Allora gli chiedo se gli è piaciuto, il film, e lui fa, c’è di peggio.

Alessandro Sesto

illustrazioni di: Giorgia De Maldè