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Carmelo Bene

“Carmelo Bene è matto, ma non è mica scemo”. Con questa battuta del grande intellettuale cattolico Giovanni Casoli, degna di un lampo di Ennio Flaiano, tra i primi a riconoscere il valore del giovane Carmelo Bene, possiamo riassumere il rapporto controverso e fecondo che Carmelo Bene ha avuto con la cultura italiana del ‘900. Carmelo Bene è stata una figura senza precedenti nella cultura italiana del ‘900, l’impatto teorico e filosofico della sua ricerca e della sua riflessione, non solo sul teatro ma in generale sull’arte, è per molti versi incalcolabile.

Al di là del suo innegabile e stupefacente talento attoriale, della sua proverbiale maestria dialettica, del fascino delle sue sprezzanti pose da dandy, al di là di questa seduzione superficiale, è l’essenza del suo pensiero, in grado di sfiorare le vette della mistica partendo dall’abisso di un nichilismo oscuro, a meritargli senza dubbio un ruolo cruciale nella ricerca intellettuale dell’ultimo secolo.

C’è un beffardo paradosso attorno alla figura di Carmelo Bene, amplificato dai suoi atteggiamenti oltraggiosi come nelle sue celebri apparizioni al “Maurizio Costanzo Show” nei primi anni 90; il paradosso è il seguente: ci si riferisce sempre a lui come al prototipo dell’attore “genio e sregolatezza”, quando al contrario la sua invenzione della macchina attoriale intendeva proprio sterminare gli stereotipi dell’attore ottocentesco e tutti quei fantasmi identitari propri della filosofia occidentale. Ma più Bene predicava e anelava a compiere l’esautorazione dell’Io, più al contrario veniva identificato col modello dell’intellettuale egoico e provocatorio.

Va riconosciuto che indubbiamente nelle sue memorabili apparizioni si concedeva dei compiacimenti dandystici e decadenti, ma la sua teoria del teatro è essenziale e primordiale ed era l’opposto dei luoghi comuni che spesso gli vengono attribuiti.

Non possiamo che invitarvi a riscoprire la sua opera non solo teatrale ma anche cinematografica, e ad estasiarvi nell’ascolto delle sue letture dei grandi poeti come Leopardi, Campana, Holderlin, Majakovskij e Dante Alighieri.

Adriano Ercolani

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Leggere è una passione, ma anche un passatempo. E dove è indispensabile, secondo voi , avere il miglior passatempo possibile? Ovviamente sull’autobus (o metro, pullman, trenino, a vostra scelta), dove caos, disagio, gente maleodorante e molesta, acrobazie da rally e ritardo cronico la fanno da padroni.

Il progetto prende spunto dalla splendida esperienza della rubrica radiofonica sui libri che ho curato e amato per due anni su Rock Am/Radio Popolare Roma, che trova qui la sua nuova casa e si porta dietro tanti incontri, interviste, podcast e amici.

Piccola Legenda cosa significano questi simboli?

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